Sbagliando

Ho sbagliato sentiero. Convinto dei miei passi e della mia direzione non mi sono soffermato a controllare bene la mappa. Solamente dopo qualche chilometro mi sono accorto di non aver affatto imboccato il sentiero che mi ero ripromesso di percorrere.

Non importa, il viottolo che sale immerso nel bosco è ben visibile e molto bello. A questo punto sono curioso di scoprire dove porta. Magari, vista la piega sud – sud ovest che ha preso, chissà che non si riesca a fare un bel percorso ad anello attorno all’abitato di Lusignana. Proseguo tra saliscendi per qualche centinaia di metri fino a che, con un deciso strappo, non arrivo ad una terrazza che si affaccia sugli Appennini, uno spettacolo unico e pieno di fascino.

Mentre osservo il panorama, ostruito in parte da alcune piante che andrebbero potate e riordinate, mi rendo conto che questo affaccio, ripulito e sistemato, potrebbe diventare un bel punto panoramico. Il senso di pace, i colori in primo piano, i prati di Logarghena ben visibili sullo sfondo a spezzare con il verde chiaro quello più scuro dei boschi, le montagne sullo sfondo che giganteggiano imperturbabili rendono il luogo unico. Con questa immagine nella mente proseguo e ben presto comincio a scendere. La direzione è quella giusta e il sentiero, seppur ormai completamente abbandonato, ricoperto di vegetazione che però non ostruisce più di tanto il passaggio, prosegue nel bosco. Si attraversano piccoli canali che tagliano il fianco del monte; molti ora sono senza acqua ma è evidente come, durante l’inverno, la portata sia spesso superiore al piccolo alveo. La terra smossa e franata a valle è un chiaro segnale di questo e dell’inevitabile incuria a cui questi sentieri sono soggetti. Proseguo lasciando nelle deviazioni meno visibili alcuni omini di pietra che spero possano ricordarmi, la prossima volta che passerò, la direzione corretta. Ma credo che non trascorrerà molto tempo prima della mia prossima visita, i posti sono molto belli e il sentiero ben visibile, senza particolari difficoltà, lo rende un ottimo candidato per organizzare una breve escursione per chi non ha molta abitudine a camminare.

Alla fine spunto proprio sopra l’abitato di Lusignana (lato Posponte). In breve raggiungo la chiesa dedicata ai SS Vincenzo e Anastasio con il Museo Nadotti sull’arte contadina che ci aspetta nella vecchie cantine.

Non so se da questa giornata possa ricavarne una lezione di vita da conservare dentro di me oppure da condividere con altri, e alla fine non credo nemmeno sia così importante, ma so che per una volta sono stata ben contento di aver sbagliato strada.

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