Lunigiana e Volto Santo – Ipotesi

Volto Santo Lucca

1025                    –> Libri antichi testimoniano la presenza del Volto Santo Lucchese

1089 -1100        –> Guglielmo II di Inghilterra giura sul Volto Santo

1107                    –> Papa Pasquale II conferma al vescovo lucchese Rangerio come ripartire tra lo stesso vescovo e il capitolo le monete offerte, da generazioni, al Volto Santo.

Volto Santo di Bocca di Magra (Lunigiana Storica, oggi provincia di La Spezia)

1176                    –> Il vescovo Pipino concede delle terre ad un non meno precisato Monaco de Corvo per edificare una chiesa al Volto Santo e a Nicodemo.

Volto Santo di Dobbiana (Lunigiana)

1500                   –> non esistono documentazioni antecedenti a questa data. Secondo vari studiosi la scultura non può essere di età inferiore al XVI-XVII secolo.

Limitandoci ad analizzare i singoli dati storici a nostra disposizione risulta evidente come la scultura del Volto Santo di Lucca, ed il relativo culto, fossero conosciuti e noti già nel secolo mille. La bolla di Pasquale II del 1107 inviata al vescovo lucchese Rangerio che stabilisce come ripartire tra lo stesso vescovo e il capitolo le monete offerte, da generazioni, al Volto Santo, ma così come le altre informazioni in nostro possesso e sopra riportate per rapida consultazione, conferma e rafforza quanto appena affermato.

Le altre sculture esistenti nelle zone limitrofe, come ad esempio il Volto Santo di Bocca di Magra, oppure quello di Dobbiana in Lunigiana non potevano essere nate che per spirito emulativo ed in ottica preparatoria per il pellegrino che, transitando per quei luoghi, poteva prendere famigliarità con il Cristo Tunicato e con quello che avrebbe trovato al termine del proprio cammino.

Nonostante le date sembrino parlare chiaro le discussioni attorno al Volto Santo di Lucca non mancano e le domande principali, riguardanti se sia quello lucchese il più antico Volto Santo e se quello oggi custodito nel tempietto (Matteo Civati – 1400) sia quello originario oppure solamente una copia, rimangono aperte tra gli studiosi con argomentazioni e precisazioni che, a persone con competenze storiche comuni, sembrano valide da entrambi gli schieramenti.

Abbandonando per un momento il rigore scientifico delle date possiamo immaginare quanto segue: la leggenda narrata da Leobino, nel quale si racconta di come il Volto Santo sia stato scolpito da Nicodemo e completato dagli angeli ed abbia raggiunto, guidato dalla volontà divina, il porto di Luni, introduce un elemento interessante nel nostro ragionamento:la città di Luni.

VS_Dobbiana

Porto conosciuto nei secoli e di indubbia importanza strategica per il commercio e per scopi militare, la città dista poche miglia dal monastero di Bocca di Magra dove è custodito il Volto Santo almeno da quel 1176, ma sicuramente da molto tempo prima. Questo perché si presume, senza pericolo di poter essere smentiti, che nel momento in cui il vescovo decise di concedere delle terre per la costruzione di una chiesa, il culto del Volto Santo e di Nicodemo, doveva aver raggiunto un importante seguito, tanto da richiedere un luogo ancor più degno, dove poter essere professato. Il Volto Santo, racconta sempre la leggenda, dovette essere nascosto per evitare la distruzione da parte degli “infedeli”. Questa necessità potrebbe essere rimasta anche all’arrivo della scultura in Lunigiana; ed ecco perché appare più plausibile che l’importante manufatto prendesse la via di Dobbiana, piccolo centro della Lunigiana interna, dove poteva essere nascosto e allontanato da mani nemiche che non quella di Lucca.
Se a questo si aggiunge che la chiesa originaria di Dobbiana è di probabile fondazione romana, per cui antichissima e che, il luogo dove il Volto Santo è nascosto, perchè è, a tutti gli effetti, nascosto ad occhi non “iniziati”, si trova nella parte più antica della chiesa, è indubbio che questa ipotesi, seppur non supportata da alcun elemento certo, possa trovare terreno fertile su cui crescere.

Le riflessioni e le letture continuano….

 

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