…verso Parana…

Tra poco è buio. Ma dove vado?

Pensieri che mi passano per la testa mentre da Villecchia, bellissima frazione del comune di Tresana, imbocco la mulattiera che porta a Parana, frazione del comune di Mulazzo ed uno dei borghi da dove i famosi librai della zona partivano per portare cultura in tutta Italia. Sono già le 16 e ho poco più di un’ora di luce Il sentiero che imbocco è ben segnato, non sarà un problema rientrare anche con poca luce.

A Parana, passando per quella strada, andavamo, da giovani, a ballare” cosi mi raccontò una volta il mio vicino di casa commentando il percorso che avrei voluto fare, regalandomi immagini di altri tempi, quando ancora si girava per i paesi ed ognuno di essi aveva una stanza dove poter ballare e fare festa. “Le straniere era più gentili delle lunigianesi” concluse e vai tu a capire cosa intendesse per gentilezza.

Il sentiero inizia proprio alla fine del borgo, dove la strada comunale termina in un piccolo parcheggio, prendendo la direzione ovest, nord ovest e salendo gradualmente. Nonostante l’orario e le temperature basse è piacevole camminare in ascolto del bosco e con Huka che mi fa compagnia, caracollando davanti a me, attento ad ogni rumore ed attirato da qualsiasi nuovo odore, non ho paura di sentirmi solo. Proseguiamo per poche centinaia di metri fino a quando, nel mio continuo guardarmi attorno, alla ricerca di qualche cosa che possa incuriosirmi, intravedo sopra il sentiero, un inizio di muro a secco.

Ecco quello che cercavo, un qualche struttura umana da esplorare.
Mi arrampico fino al primo terrazzamento e davanti a me prosegue un muro di una quindicina di metri che sembra un classico muretto a secco, di contenimento del poggio superiore. Alzo gli occhi verso la cima e vedo altri terrazzi con altre muretti a sorreggerli. Quello che mi è meno chiaro, e che mi incurioscisce portandomi a chiedere che tipo di struttura fosse, è che i muri non solo sorreggono ma delimitano il campo a creare una sorta di recinto. Sono entusiasta e senza perdere tempo, sono gli ultimi raggi di sole ed il tramonto rapido si avvicina, comincio a salire fino a che, superato l’ultimo poggio, non scopro una costruzione. O meglio, quello che ne rimane. Un basso perimetro di pochi metri, di circa un metro e mezzo di altezza con apertura, quella che una volta doveva essere la porta di accesso ed un paio di basse finestrelle (della dimensione di una feritoia). Al centro è cresciuto un albero mentre la base è cosparsa di macerie, residui dei muri crollati.

VIllecchia_Parana

Non c’è molto altro ma quello che vedo basta per farmi decidere di approfondire e chiedere a qualcuno degli abitanti di Villecchia cosa ci fosse in questo posto. Torno sul sentiero e proseguo con la luce sempre più tenue e le nubi che lentamente si colorano di rosso. Percorro un chilometro e mezzo, raggiungo una frana che ostruisce il passaggio ma che si può attraversare senza particolari problemi. È quasi buio però e non voglio dover percorrere quel tratto con la sola luce della torcia. Per cui mi giro e torno indietro.

Nonostante l’escursione sia stata breve posso dire di essere soddisfatto. Mi sono aperto nuove vie da percorrere…la prossima volta…

IMG_2168

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