Ossario Olivola

Nei pressi della odierna Olivola, frazione del comune di Aulla, intorno agli anni 80 del 1800 furono condotti alcuni scavi per il recupero di ossa di fossili preistorici appartenenti al pliocene (tra i 5,3 e i 2,5 milioni di anni fa). Non solo, ma le note di scavo, scritte in prima persona da Charles Forsyth Major, nel suo “L’Ossario di Olivola in Val di Magra”, mi riportano alla mente studiosi ed esploratori di altri tempi come il professor Challenger de Il Mondo Perduto di Arthur Conan Doyle. Tutto questo non fa che alimentare la mia curiosità e la mia voglia di vedere in prima persona per capire se, la zona, anche a distanza di anni, riesca a trasmettermi quelle sensazioni che mi hanno trasmesso le parole scritte e che riporto: “Finalmente nel Luglio del decorso anno mi ci recai ed intrapresi un piccolo scavo in terreno comunale, vicino al posto dove, secondo alcuni vecchi abitanti erano state a più riprese per il passato scavate delle ossa. Avendo incontrato dell’opposizione da parte degli indigeni, i quali sostenevano che si recava danno alla strada, feci interrompere (…) per ottenere l’autorizzazione. Mi ero appena allontanato quando alcuni di quegli stessi individui che si erano opposti al mio scavo, si armarono loro stessi di zappe e fecero man bassa delle ossa (…). Nell’Agosto tornai ad Olivola con l’autorizzazione del comune, così potei intraprendere lavori su più vasta scala. Nel corso dei lavori mi accorsi che lo strato di ossa continuava nell’attiguo campo. Anche al di là della strada incavata, detta Via Buia, si vedevano i medesimi strati in una sezione naturale del terreno (…)”.

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L’autore a seguito di un’importante malattia, costretto ad abbandonare gli scavi, decise di ricoprire con terra quanto fino a quel momento portato alla luce ma non prelevato e di nominare una persona del luogo come custode. Conclude riportando che alcuni personaggi arrivarono sul posto cercando, in ogni modo possibile, compreso l’offrire del denaro al custode, di prelevare quanto scavato ed estratto. Sembra proprio che il commercio di queste ossa fosse, per l’epoca un mercato remunerativo che evidentemente giustificava metodi, anche poco ortodossi, pur di entrarne in possesso.

I fossili ritrovati oggi si possono ammirare nel museo geopaleontologico sito nel castello di Lerici in provincia di La Spezia e comprendono erbivori come equini, antilopi, rinoceronti e cinghiali. Tra i grandi carnivori abbiamo invece iene, canidi, leopardi e tigri da denti a sciabola.

Oggi la Via Buia, che possiamo ripercorrere appena usciti dal borgo in direzione dei campi coltivati, nonostante sia ricca di fascino e faccia onore al suo nome accogliendo il visitatore con ombre e chiaroscuri apprezzabili, non permette di immaginare come dovesse apparire agli occhi di Forsyth Major. Ciò non toglie che una visita permetta di apprezzare, oltre al borgo di Olivola che mantiene intatta parte della sua antica fondazione, gli scorci ed i sentieri che circondano l’abitato che permetteranno, a chi vorrà, piacevoli e rilassanti escursioni.

Da non dimenticare che da qui passa anche la Via del Volto Santo che attraversanto Lunigiana a Garfagnana, condurrà i pellegrini a Lucca.

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