Un tratto della Aulla – Lucca

Ho da poco terminato la lettura del libro di Riccardo Finelli (https://riccardofinelli.wordpress.com/) “Coi Binari fra le nuvole- cronache della Transiberiana d’Italia”; quattro giorni a piedi percorrendo una linea ferroviaria non più attiva, ma ancora manutenuta, alla ricerca di ricordi, storie di chi l’ha utilizzata per spostarsi e di chi ci ha lavorato. Quattro giorni di viaggio, centottanta pagine circa, lette tutte di un fiato che mi hanno catapultato in un passato fatto di sensazioni e suoni di quando ragazzo, utilizzavo i treni salendo sulle littorine che in breve mi portavano o verso Aulla o verso Lucca.

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E proprio su quella linea mi trovo questa mattina, in direzione Piazza Al Serchio, dove scenderò per proseguire a piedi sulla Via del Volto Santo fino a Castelnuovo di Garfagnana, per poi tornare con il primo treno del pomeriggio.

Una linea, quella Aulla-Lucca che ha quasi tutte le caratteristiche per essere la sorella di quella descritta nel libro di Finelli, pensata negli anni quaranta del 1800 e conclusa, dopo decine di ritardi e di rallentamenti nel 1959 con l’inaugurazione del Presidente della Repubblica dell’intera linea e dell’apertura della galleria del Lupacino, la più lunga, con i suoi 7.5 km, dell’intero percorso.

Faccio il biglietto alla macchina elettronica, successore del bigliettaio. Nemmeno la stazione di Aulla, capolinea dell’intera tratta, vede la presenza costante del personale di Ferrovie Italia. Stazione fantasma, costruita quasi nel nulla, sconcerta per la sua lontananza dal centro città e dalla difficoltà di collegamento verso di esso.

Al binario mi attende la nuova littorina ATR 220 “Swing” che ha sostituito le vecchie littorine ALN 668, rimaste in funzione sulla linea per trent’anni. Spazi ridisegnati, posti e sedili sistemati per rendere il mezzo di trasporto molto più funzionale ed organizzato. Nonostante questo non mi piace e non solo per nostalgia; non sembra di viaggiare su un treno ma su una metropolitana.

Alle 8.21, puntuali, si parte attraversando zone familiari e ben conosciute. La prima stazione in cui ci fermiamo e Fivizzano-Rometta-Soliera. Al fianco della deserta stazione è nata la piazza dei Parchi, finanziata dal Parco dell’Appennino Tosco Emiliano ed ideata dallo scultore Cascella. Una piazza enorme per una stazione minuscola che doveva, nella sua idea originaria, unire il mare alla montagna. Enormi tavoloni di marmo sopra i quali esibire varietà di pesci, il mare, da coniugare con i prodotti a chilometro zero, la montagna. Un mercato alimentato in parte dalla ferrovia: un’idea grandiosa che ad oggi non sembra potrà avere un futuro.

Si riparte; nessuna delle stazioni che incontriamo è presidiata da personale ferroviario. Porte sprangate o murate, più o meno ben conservate rendono l’arrivo un evento malinconico privo di qualsiasi interesse, salvo rare eccezioni, per chi viaggia. Gli edifici sopravvivono, ognuno con gradi diversi di incuria, ma sono stati privati della loro funzione primaria. Non sono più luoghi vissuti, dove alla biglietteria si univa l’ufficio del dirigente ferroviario e molto spesso la  sala di attesa, ben tenuta e scaldata da una stufetta a legna, vedeva sempre presente un qualche viaggiatore in attesa del prossimo treno.

Stazione dopo stazione, chilometro dopo chilometro, arrivo a Minucciano-Casola di Lunigiana, stazione di confine tra Lunigiana e Garfagnana, ma in territorio garfagnino. E propio qui avvenne l’inaugurazione con il Presidente della Repubblica Gronchi nel 1959 della galleria del Lupacino, opera ingegneristica di alto livello, costata sette vite umane (ma molte di più saranno quelle morte in conseguenza del tipo di attività) e circa trent’anni di lavori prima di essere ultimata. Inaugurazione che sancì l’apertura definitiva dell’intera linea.

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Sette chilometri abbondanti di buio, immersi nel cuore della montagna che sembra prima inghiottirci per poi, minuto dopo minuto risputarci dall’altra parte del versante, in Alta Garfagnana. La stazione di Piazza al Serchio mi attende, attiva, questa sì, nonostante sia domenica e mattina presto.

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Mi fermo a fare colazione al bar, giusto per assaporare il momento e godermi i primi avventori del mattino che si dissetano con un bicchiere di “rosso” e un bel pezzo di focaccia. Mi piacerebbe passare ancora qualche minuto ad ascoltare le chiacchiere da bar ma è ora di andare, mi aspettano un po’ chilometri di strada prima di arrivare a Castelnuovo di Garfagnana….

 

Per maggiori informazioni sulla tratta ferroviaria Lucca- Aulla consultare il sito: http://www.ferrovia-lucca-aulla.com/

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