La montagna…

La montagna ci inghiotte.

IMG_2027

Le rocce si chiudono sopra di noi ed un buio, ancor più buio, circonda la macchina. Sembra quasi di essere in una galleria tanto le pareti si avvicinano e ci sovrastano ma la sensazione è molto più forte. Nell’oscurità della galleria si perde la percezione della montagna sovrastante qui invece, proprio no. Le scure pareti sembrano denti aguzzi pronti a sbranarci e che la roccia sia pronta ad ingoiare la macchina con noi dentro.
Pochi attimi e lo stretto passaggio si amplia, non di molto, ma abbastanza per ricacciare quel senso di soverchiante “piccolezza” avvertito fino ad un attimo prima.
Parcheggio la macchina, spengo i fari ed il buio ci assale. Non il buio a cui sempre più spesso siamo abituati, fatto di contorni nitidi causati da luci più o meno lontane, ma quello delle montagne e del bosco, quello delle poche stelle nel cielo senza luna. È buio e non si vede ad un palmo dal naso. La sensazione è quella di sentirsi piccini piccini in fondo a un pozzo senza vedere la luce sopra di noi.

Buio_Lucciola

Scendiamo, mettiamo gli zaini in spalla e, dopo aver acceso la torcia, procediamo a piedi. Alla nostra sinistra il greto, più in basso rispetto alla pavimentazione, di un torrente asciutto, mentre tutto attorno, con quel poco di luce a rischiarare, le pareti della montagna, giganti silenziosi accucciati nel buio intenti a custodire la loro memoria, salgono fino al cielo rendendo tangibile la loro presenza e il nostro senso di senso di oppressione.
Non è una brutta sensazione, diremmo soprattutto giusta e sana. Ci fa sentire piccoli, indifesi, insicuri e quasi insignificanti. Due persone, una luce fioca ed attorno natura e solo natura, alla quale non interessa alcunché di noi e di quello che stiamo facendo. Non è facile descriverla nella sua completezza, da una parte alberga un senso di allerta ed inadeguatezza, dettato forse dall’essere in una situazione poco conosciuta, ci saranno occhi di animali intorno a noi che ci fissano? Se sì, saranno intenzionati ad avvicinarsi incuriositi della nostra presenza? Chissà! Dall’altra una sensazione di armonia e pace si fa, piano piano, strada dentro di noi. Per millenni gli uomini si sono mossi nel buio della notte, preoccupati dei possibili pericoli, ma al contempo in simbiosi e parte attiva ed integrata di un mondo a loro noto. Non possedevano le nostre conoscenza tecniche, i nostri strumenti ma, la loro parte animale, ben viva ed in alcune situazioni ancora preponderante, permetteva loro di adeguarsi vivendo serenamente quel tipo di situazioni. Quei geni, quei ricordi, sono arrivati fino a noi e questa sera tornano prepotentemente in primo piano alimentando, passo dopo passo, la nostra serenità.

Pochi minuti di salita ed incrociamo la prima galleria. Scavata nella roccia e non rifinita in un attimo ci avvolge come una coperta in un sonno invernale. Le nostre chiacchere coprono il rumore dei passi sulla ghiaia scricchiolante ricacciando un silenzio ricco di troppi pensieri.
Usciamo nuovamente all’aria aperta, sopra un ponte. Le pareti della montagna si sono allontanate e sotto di noi, il letto secco di un torrente, riposa. Il salto sembra di qualche decina di metri ed a fatica la luce della torcia riesce a rischiarare il fondo dello strapiombo. Sembra impossibile quanto il greto del fiume si sia così allontanato dai nostri piedi attraversando solo una piccola galleria. Ma è davvero lontano, e affacciandoci dal ponte riusciamo a malapena a vedere le rocce del letto sottostanti.
L’alternanza di buio e luce da forma e geometrie alla notte. Qua e là si scorgono persone, animali accucciati o in movimento, buche profonde ed altri pericoli per poi, una volta illuminati, scoprire di aver confuso un sasso oppure qualche ramo dei pochi e sparuti alberelli presenti. Non ci sono altri rumori a parte quelli prodotti da noi e questo ci fa pensare alla mancanza di animali in questa zona povera di verde e con un torrente in secca; il mondo degli insetti dorme o forse il nostro scalpiccio copre qualsiasi rumore venga prodotto. Dopo la prima galleria scorgiamo un santuario, o meglio una piccola cappella, con una Madonna, forse in marmo. E questo ci riporta alla mente la tradizione dei cavatori, vicino ad ogni cava c’è sempre una Madonna che protegge chi tutti i giorni rischia la vita in mezzo a tonnellate di blocchi di marmo. Ci soffermiamo un po’ e proseguiamo, un’altra galleria ci attende, brevissima. Giusto qualche decina di passi e ci troviamo dall’altra parte. Fa impressione immaginare, e quando ne parliamo ad alta voce siamo talmente convincenti da autosuggestionarci, di come non moltissimi anni fa camminare nella notte volesse dire muoversi proprio come stiamo facendo noi ora e con una luce ancor più debole e fioca di quella a nostra disposizione. Non sorprende la fioritura delle molte leggende legate alla notte e alle creature ad essa appartenenti. Come è facile, circondati dal silenzio e dal buio credere di aver scorto un’ombra proprio davanti al nostro cammino, come è facile scambiare un ramo per un braccio scheletrico teso per bloccarci ed accompagnarci negli inferi. Insomma, siamo talmente bravi a raccontarcela da dover smettere di portare esempi ed approfondire per evitare la nascita, proprio questa sera di una nuova leggenda, nata dalle nostre menti condizionate ed eccitabili.

Poco più avanti la strada si interrompe, un grosso cancello impedisce di proseguire. Oltre iniziano le cave. Siamo comunque contenti, abbiamo visitato questo luogo ad un orario insolito, è quasi mezzanotte, immersi in una atmosfera magica. Non ci resta altro da fare, guardiamo un po’attorno, alla ricerca, perché no, di un qualche particolare sfuggitoci e poi con calma, è tutta discesa, torniamo verso la macchina. Il ritorno è sempre più veloce o per lo meno questo ci racconta la nostra mente. Siamo di nuovo alla macchina, la brevissima escursione è finita ma oggi, ancor più di altre volte, questo modo di muoverci ha permesso di compiere un evidente passo in avanti verso una maggiore comprensione di noi e delle nostre origini.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...