Andiamo a camminare oggi?

– Andiamo a camminare oggi?

– Si, dove andiamo?

– A camminare!

– Si, avevo capito. Ma dove?

– Sopra Licciana Nardi. A Villa di Panicale…

– E dov’è?

– Sopra Licciana!!!

– Uff, papà!!

– E’ sopra Licciana, che devo dire?

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– Portiamo Huka?

– Certo..

– E vaiiii….

– Ora però corri a prepararti cosi si va su dalla nonna. Si pranza e poi si parte…

– Va bene, vado. Ma Huka?

– Huka che?

– lo portiamo?

– Ho detto di si…

– Ma anche dalla nonna?

– Certo. Non va bene?

– Si si, per me…

E lo dice come se per lei, dopo tutte ste domande, non fosse davvero importante. Che poi, importante lo è davvero, ma è altrettanto importante non farlo capire. Così, nel caso, si può sempre rispondere, ma a me non importa mica.

E quella è una normale conversazioni di una domenica mattina tra me e Lisa, mia figlia, per andare in escursione.

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Che poi mica ne facciamo tante assieme, un po’ perché, a nove anni, voglia non sempre ne ha. Un po’ perché non sempre me la sento di portarla dove vado, vuoi per i tanti chilometri, vuoi per le zone non semplici da camminare. Ma, quelle che facciamo, dopo mille domande, mille risposte e altrettante domande delle domande, sono sempre bellissime.

Il trucco è portare Huka, perché se c’è il cane, un maremmano atipico e pacioccone, allora è probabile che la risposta sia – si, vengo -. Senza Huka è quasi sempre – Papà, io sto a casa -.

E questo non solo per Lisa ma pure per mia nipote, di qualche anno più grande e forse con qualche energia in più, almeno cosi penso io.

Ed alla fine, nel pomeriggio, l’escursione si fa. Quasi sempre in salita, per raggiungere la cima del monte Campolone. Ma visto che il cane c’è, la cugina pure e, per una volta, pure l’amichetta, mica sento le solite:

– Sono stanca!!

– Mi fa male il piede…

– Possiamo fermarci un attimo?

– Possiamo bere?

– Quanto manca?

– Siamo arrivati?

– E quando siamo arrivati? Che facciamo?

Altre mille domande, che alle mille della mattina, si sommano. E tu, io, pensi che forse potevi venire da solo a fare l’escursione.

 

Oggi no, nemmeno una domanda. E allora dico, allora, basta invitare un’amica con la quale distrarsi per portarla a fare un po’ di movimento e non solo. Anche a vedere qualche pezzo di Lunigiana, che male non fa, anzi. Solo che mica sempre è fattibile.

Comunque c’è anche vento e ce n’è tanto, in certi momenti davvero invadente, freddo e antipatico. Quando si placa, quei pochi minuti, se minuti sono, si sta davvero bene. Peccato duri poco, troppo poco.

E sulla vetta poi, arrivo solo con Huka, mica mi abbandona mai. Lui verrebbe sempre in escursione, anche senza amichetto…

Arrivo solo. Troppo vento e troppo freddo, gli altri ed i bimbi tornano indietro. Io faccio solo una breve corsa per raggiungere la sommità. E ne vale la pena, panorama stupendo e muretti di confine, per me quelli sono, imperiosi e bellissimi.

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Quasi commoventi, ancora lì, nonostante il vento, i secoli e gli uomini. Ancora lì, a fare quello per cui sono stati costruiti…

 

6 Comments

  1. Che bella scoperta questo blog! Dunque c’è modo di salire fino in cima al Campolone… Il mio sogno è percorrere tutto il crinale da lì al Castellaro di Sant’Antonio e oltre, magari fino al Monte Colla, per poi scavallare nel Bagnonese…

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    1. Grazie Sergio,
      da molto non lo aggiorno ma sono felice ti piaccia.
      Io sono arrivato giusto sul monte Castellaro, ma non ho proseguito.
      La mappa però riporta un sentiero che ti permetterebbe di passare sotto il Castellaro di Sant’Antonio e poi scendere nel Bagnonese. Non l’ho mai fatto, mi hai messo curiosità.

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      1. Ma i blog restano a lungo, a differenza dei social, anche quando non vengono più aggiornati… Un po’ come i petroglifi 😉
        In realtà un sentiero, poco prima della cima del Castellaro venendo dal Campolone, si stacca in corrispondenza di una piccola maestà e scende verso il Bagnonese, credo in direzione di Pieve di Bagnone (non l’ho ancora percorso tutto) passando per un monumenti ai partigiani caduti nascosto nei boschi. Molto bello. Magari lo conosci già…

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      2. I blog restano e permettono piacevoli e interessanti incontri.
        Devo dire che il sentiero di cui parli non l’ho percorso. O per lo meno non ho memoria di averlo fatto, che alla fine è la stessa cosa.
        Studio e vado a fare un sopralluogo così vedo con occhi…

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